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Sconti fiscali sui compensi agli avvocati se non si fa causa.

By Giugno 2, 2016 No Comments

Nell’ottica di limitare il contenzioso avanti ai Tribunali e favorire l’applicazione di mezzi ADR per la risoluzione dei conflitti (quindi “privatizzando” il contenzioso con i sistemi alternativi previsti dall’ordinamento), il Governo ha inserito un incentivo fiscale a chi si avvale della negoziazione assistita e dell’arbitrato, anziché rivolgersi al Giudice.

Dal 1 gennaio 2016 la legge riconosce un credito d’imposta alle parti che corrispondono, o hanno corrisposto, il compenso agli avvocati abilitati ad assisterli in un procedimenti di negoziazione assistita (Capo II, D.L. 12.09.2014 n. 132) o agli arbitri nel relativo procedimento arbitrale (Capo I, D.L. 12.09.2014 n. 132).

Il credito d’imposta è un credito di cui sia titolare il contribuente nei confronti dell’erario dello Stato e può essere destinato a compensare i debiti, a diminuire le imposte dovute oppure, quando ammesso, se ne può richiedere il rimborso, ad es. in sede di dichiarazione dei redditi.

Il credito d’imposta in oggetto matura in caso di successo della mediazione ovvero in caso di conclusione dell’arbitrato con il lodo, fino alla concorrenza di 250 euro.

Le istruzioni necessarie ai fiscalisti per far beneficiare del credito i propri clienti, sono contenute nella risoluzione n. 40/E del 20.05.2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Fonti:

Art. 21 bis del D. L. 27.06.2015, n. 83

Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 40/E del 20.05.2016.

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