Il nuovo numero del magazine di GHEA offre un aggiornamento sulle principali novità normative e operative che interessano imprese, professionisti ed enti del Terzo settore. Tra i temi trattati, i chiarimenti sul bilancio 2025 per gli enti del Terzo settore, gli obblighi di trasparenza legati alle erogazioni pubbliche e alcune questioni di grande attualità in materia di lavoro, come la rilevanza dello scarso rendimento del lavoratore e le recenti indicazioni della Cassazione sulla gestione del TFR in busta paga.
Il magazine approfondisce inoltre alcune novità fiscali, tra cui le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sulla tassazione delle plusvalenze e il funzionamento degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Un numero pensato per offrire una sintesi chiara delle principali evoluzioni normative e dei loro possibili impatti operativi.
Bilancio 2025 degli enti del Terzo settore: chiarimenti operativi e semplificazioni applicative
Buone notizie per enti del Terzo settore, associazioni e fondazioni alle prese con il bilancio 2025. Con la recente circolare n. 6/2026, il Ministero del Lavoro interviene per sciogliere un dubbio operativo che aveva generato alcune incertezze: gli enti non commerciali con entrate fino a 60.000 euro potranno continuare a utilizzare il rendiconto per cassa ordinario.
In pratica, si evita un passaggio temporaneo e poco coerente al bilancio completo solo per il 2025. Una semplificazione concreta che alleggerisce gli adempimenti amministrativi e consente agli enti più piccoli di mantenere continuità nella gestione contabile, senza appesantimenti inutili.
Scarso rendimento e licenziamento disciplinare: quando l’inadempimento diventa rilevante
Il tema del licenziamento per scarso rendimento è spesso fonte di dubbi per aziende e professionisti HR. Quando è davvero possibile procedere? La giurisprudenza chiarisce un punto fondamentale: non basta solamente non raggiungere gli obiettivi per giustificare un licenziamento.
Perché lo scarso rendimento diventi rilevante sul piano disciplinare, serve qualcosa in più: una condotta negligente, ripetuta nel tempo e concretamente imputabile al lavoratore.
In altre parole, è necessario dimostrare che la performance insufficiente dipenda da mancanza di impegno o errori sistematici, e non da fattori esterni. Per le imprese, questo significa documentare con attenzione e adottare sistemi di valutazione chiari e trasparenti.
Anticipazione del TFR in busta paga: la Cassazione mette un freno alle prassi aziendali
Negli ultimi anni molte aziende hanno scelto di inserire il TFR direttamente in busta paga per aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti. Ma attenzione: la Corte di Cassazione ha recentemente chiarito che questa prassi non è sempre legittima.
Il TFR, infatti, non può essere trasformato in una voce fissa della retribuzione mensile. L’anticipazione è possibile solo nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. In caso contrario, le somme rischiano di essere considerate retribuzione ordinaria, con conseguenze fiscali e contributive rilevanti. Un tema da non sottovalutare per aziende e consulenti del lavoro che vogliono evitare contestazioni.
Erogazioni pubbliche: modalità e termini di adempimento
Con l’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno, torna sotto i riflettori il tema degli obblighi di trasparenza sulle erogazioni pubbliche. Enti del Terzo settore, associazioni e imprese che hanno ricevuto contributi nel 2025 sono chiamati a pubblicare le informazioni richieste dalla normativa.
La rendicontazione può avvenire sul sito internet oppure, nei casi previsti, nella Nota integrativa di bilancio.
È importante prestare attenzione ai dettagli: soglie di esenzione, dati da indicare e modalità di pubblicazione. Un adempimento che non è solo formale, ma rappresenta anche un elemento chiave di trasparenza e correttezza verso stakeholder e Pubblica Amministrazione.
Benefici premiali ISA: come funzionano e perché sono importanti
Gli ISA, Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, continuano a giocare un ruolo centrale nella gestione fiscale di imprese e professionisti. Il punteggio ottenuto non è solo un numero, ma uno strumento che può fare la differenza in termini di controlli e vantaggi fiscali.
Un buon livello di affidabilità consente infatti di accedere ai benefici premiali e ridurre il rischio di accertamenti. Al contrario, un punteggio basso può attirare maggiore attenzione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo è fondamentale non limitarsi alla compilazione formale, ma analizzare i dati e adottare strategie per migliorare il proprio profilo fiscale.
Tassazione delle plusvalenze: modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026
Tra le novità fiscali più rilevanti, la Legge di Bilancio 2026 interviene sulla tassazione delle plusvalenze introducendo un cambiamento significativo. Viene infatti eliminata, nella maggior parte dei casi, la possibilità di rateizzare l’imponibile su più anni.
Questo significa che, dal 2026, molte plusvalenze derivanti dalla cessione di beni d’impresa dovranno essere tassate interamente nell’anno in cui vengono realizzate. Un aspetto che può avere un impatto importante sulla liquidità e sulla pianificazione fiscale delle aziende. Diventa quindi fondamentale valutare con attenzione tempi e modalità delle operazioni straordinarie.