Diritto fiscale

Data Governance Act e Data Act: la nuova era dei dati per l’Intelligenza Artificiale

By Gennaio 21, 2026 No Comments

L’Europa sta riscrivendo le regole del gioco digitale. Se l’Intelligenza Artificiale (AI) è il motore dell’innovazione, i dati ne sono il carburante. Senza dati di qualità, accessibili e sicuri, l’AI non può evolversi.

Per questo motivo, l’Unione Europea ha introdotto due pilastri normativi fondamentali: il Data Governance Act (DGA) e il Data Act. In questo articolo vedremo come queste leggi cambiano il modo in cui le imprese accedono, condividono e utilizzano le informazioni per sviluppare sistemi di AI all’avanguardia.

La Strategia Europea: un mercato unico dei dati

L’obiettivo dell’UE è chiaro: superare la frammentazione attuale e creare un mercato unico dei dati. Non si tratta solo di regole, ma di una visione strategica per garantire all’Europa autonomia e competitività.

Il DGA e il Data Act lavorano in sinergia per trasformare i dati da “silos” chiusi a risorse condivise, permettendo alle aziende di addestrare algoritmi di AI più precisi e affidabili.

Data Governance Act (DGA): costruire la fiducia

Il Data Governance Act si concentra su come i dati vengono scambiati. La parola chiave qui è fiducia. Per facilitare la condivisione tra pubblico e privato, il DGA introduce due grandi novità:

  • Intermediari dei dati: Soggetti neutrali e accreditati che facilitano lo scambio sicuro di informazioni tra imprese e cittadini, senza utilizzarle per scopi propri.
  • European Data Spaces: Spazi comuni in settori strategici (come sanità, energia e trasporti) dove i dati circolano in modo standardizzato.

Perché è importante per l’AI? Grazie a questi spazi, gli sviluppatori possono accedere a dataset enormi, omogenei e di alta qualità, riducendo il rischio di errori (bias) negli algoritmi.

Data Act: il diritto di accesso ai dati IoT

Mentre il DGA regola la governance, il Data Act interviene sulla disponibilità pratica dei dati, specialmente quelli generati dagli oggetti connessi (Internet of Things – IoT).

Fino a ieri, i dati prodotti da un macchinario industriale o da un dispositivo smart erano spesso accessibili solo al produttore. Con il Data Act:

  1. Gli utenti hanno il diritto di accesso: Chi utilizza un dispositivo può accedere ai dati che esso genera.
  2. Portabilità estesa: Le imprese possono trasferire questi dati a terzi per sviluppare nuovi servizi o alimentare modelli di AI proprietari.

Come cambia lo sviluppo dell’AI?

L’integrazione tra DGA, Data Act e il futuro AI Act crea un ecosistema dove la qualità è al primo posto. Un’AI “ad alto rischio” deve essere addestrata su dati completi e trasparenti.

Ecco i vantaggi principali per chi fa innovazione:

  • Meno dipendenza dai colossi tech: Le aziende possono reperire dati da fonti diverse, non solo dai grandi fornitori di tecnologia.
  • Algoritmi più etici: La disponibilità di dataset ampi aiuta a eliminare discriminazioni e imprecisioni.

Responsabilità aziendale: Le imprese devono adottare modelli di data governance interni per gestire accessi, contratti e privacy (GDPR).

Nuove competenze: dai Data Steward ai Team Interdisciplinari

Questa rivoluzione non è solo burocratica, ma culturale. I dati non sono più un “prodotto di scarto” dell’attività aziendale, ma un asset strategico.

Per gestire questo cambiamento, le organizzazioni avranno bisogno di nuove figure e processi:

  • Data Steward: Responsabili della qualità e della gestione dei dati.
  • DPO e Legal Tech: Per tradurre le norme in procedure tecniche e contratti solidi.

Revisione dell’architettura IT: Per garantire l’interoperabilità dei sistemi.

In conclusione

Il Data Governance Act e il Data Act trasformano la conformità normativa in un vantaggio competitivo.

Le aziende che sapranno integrare queste regole nei propri modelli di business non solo eviteranno sanzioni, ma avranno accesso a una miniera di informazioni fondamentale per guidare la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale.