Con l’entrata in vigore del Decreto Legge 30 aprile 2026 n. 62, il legislatore ha introdotto un nuovo pacchetto di incentivi volto a favorire l’occupazione stabile e sostenere l’ingresso nel mercato del lavoro di alcune categorie considerate prioritarie.
Le nuove misure, operative dal 1° maggio 2026, prevedono importanti agevolazioni contributive per i datori di lavoro privati che assumono giovani, donne e lavoratori nelle Zone Economiche Speciali (ZES), oltre a specifici incentivi destinati alla trasformazione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato.
Per le imprese si tratta di un’opportunità significativa per ridurre il costo del lavoro e pianificare strategie di crescita occupazionale, purché vengano rispettati i requisiti previsti dalla normativa.
Le principali agevolazioni previste dal decreto
Il nuovo impianto agevolativo si fonda principalmente su esoneri contributivi che possono arrivare fino al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL.
Tra le misure più rilevanti figura il bonus dedicato alle donne, che riconosce un esonero contributivo per un periodo massimo di 24 mesi. L’agevolazione è rivolta alle lavoratrici prive di impiego regolarmente retribuito o che si trovano in particolari condizioni di svantaggio.
Importante anche il bonus giovani under 35, pensato per favorire l’occupazione stabile dei lavoratori più giovani. Anche in questo caso l’esonero può arrivare fino a 24 mesi, con importi maggiorati per le assunzioni effettuate nelle Zone Economiche Speciali.
Per le imprese che operano nel Mezzogiorno è inoltre previsto un incentivo specifico dedicato ai lavoratori over 35 residenti nelle ZES. La misura punta a sostenere l’occupazione in aree considerate strategiche per lo sviluppo economico del Paese.
Il decreto introduce infine un’importante agevolazione per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro: le aziende che trasformano contratti a tempo determinato di durata superiore a 12 mesi in contratti a tempo indeterminato possono beneficiare di un esonero contributivo per un periodo massimo di due anni.
La questione è arrivata quindi in Cassazione, che ha fornito un orientamento opposto e molto più restrittivo.
Le condizioni per accedere agli incentivi
L’accesso alle agevolazioni non è automatico e richiede il rispetto di specifici requisiti.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda l’incremento occupazionale netto. Le nuove assunzioni devono infatti determinare un aumento dell’organico aziendale rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.
Particolare attenzione deve essere prestata anche alla gestione dei licenziamenti. Il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva nei sei mesi precedenti l’assunzione incentivata.
Restano inoltre indispensabili la regolarità contributiva, il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e la corretta applicazione della disciplina lavoristica.
Per ottenere il beneficio sarà necessario presentare apposita domanda all’INPS, nei limiti delle risorse disponibili e secondo le modalità operative che verranno definite dall’Istituto.
Non cumulabilità e portabilità del beneficio
Un aspetto particolarmente importante riguarda la non cumulabilità degli incentivi con altri esoneri contributivi già previsti dall’ordinamento, salvo specifiche eccezioni espressamente autorizzate.
Le imprese dovranno quindi valutare attentamente quale misura risulti più conveniente in base alla propria situazione.
Tra le novità più interessanti introdotte dal decreto figura inoltre il principio di portabilità dell’incentivo. Nel caso in cui il lavoratore cambi datore di lavoro durante il periodo agevolato, il nuovo datore potrà beneficiare della quota residua dell’esonero ancora disponibile.
Le opportunità per le aziende
Il nuovo pacchetto di incentivi offre alle imprese strumenti concreti per pianificare nuove assunzioni e contenere il costo del lavoro.
Le agevolazioni possono risultare particolarmente vantaggiose per le aziende che stanno valutando percorsi di crescita, ampliamento dell’organico o stabilizzazione di rapporti di lavoro già esistenti.
Allo stesso tempo, la convenienza economica deve essere analizzata caso per caso, considerando sia i requisiti richiesti dalla normativa sia l’eventuale presenza di altre misure agevolative già in essere.
Conclusioni
Con il Decreto 1° maggio 2026 il legislatore punta a incentivare l’occupazione stabile e a favorire l’inserimento lavorativo di categorie considerate prioritarie, offrendo alle imprese importanti strumenti di riduzione del costo del lavoro.
Per sfruttare al meglio queste opportunità sarà fondamentale valutare attentamente i requisiti di accesso, verificare il rispetto delle condizioni previste dalla normativa e pianificare le assunzioni in un’ottica strategica.
Un’attenta analisi preventiva consente infatti non solo di beneficiare degli incentivi disponibili, ma anche di evitare errori che potrebbero compromettere il diritto alle agevolazioni.