Il mondo delle professioni sta cambiando rapidamente. Come sottolineato dal CNDCEC, l’aggregazione non è più solo una scelta, ma una leva strategica per affrontare la digitalizzazione e la complessità del mercato attuale.
La Società tra Professionisti (STP) rappresenta oggi l’evoluzione dello studio tradizionale, offrendo un modello organizzativo capace di unire competenze multidisciplinari e solidità societaria.
Incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato
La manovra conferma la centralità del contratto a tempo indeterminato, introducendo un esonero contributivo parziale per i datori di lavoro privati che, nel corso del 2026, effettuano nuove assunzioni stabili o trasformazioni da tempo determinato a indeterminato.
L’agevolazione, valida fino a 24 mesi, riguarda in particolare:
- giovani mai occupati a tempo indeterminato;
- donne svantaggiate;
- lavoratori impiegati nelle aree della ZES unica del Mezzogiorno.
L’effettiva applicazione è subordinata a un decreto attuativo che definirà requisiti, modalità operative e limiti di spesa.
Incentivi per l’assunzione di madri con almeno tre figli
La manovra introduce un nuovo incentivo per favorire l’occupazione femminile e contrastare la denatalità. Dal 1° gennaio 2026, i datori di lavoro che assumono madri con almeno tre figli minorenni, prive di un impiego regolarmente retribuito nei sei mesi precedenti, possono beneficiare di un esonero contributivo totale fino a 8.000 euro annui.
La durata varia in base alla tipologia contrattuale:
- 24 mesi per il tempo indeterminato;
- 12 mesi per il tempo determinato;
- fino a 18 mesi in caso di trasformazione.
Incentivi alla trasformazione dei contratti a tempo parziale
Vengono rafforzate le misure a sostegno della flessibilità lavorativa, con priorità nella trasformazione da tempo pieno a part-time per i lavoratori con almeno tre figli conviventi.
Per i datori di lavoro che accolgono la richiesta è previsto un esonero contributivo fino a 3.000 euro annui per un massimo di 24 mesi, a condizione che non venga ridotto il monte ore complessivo aziendale.
Congedo parentale e permessi per malattia dei figli
La Legge di Bilancio 2026 amplia le tutele per i genitori lavoratori:
- l’età del figlio per il congedo parentale sale da 12 a 14 anni;
- aumentano da 5 a 10 giorni annui i permessi non retribuiti per la malattia dei figli tra i 3 e i 14 anni.
Revisione IRPEF e impatto sulle buste paga
Sul piano fiscale, la manovra riduce l’aliquota IRPEF del secondo scaglione (da 35% a 33%) e introduce limitazioni alle detrazioni per i redditi più elevati.
Le modifiche producono un impatto diretto sulle buste paga e sui conguagli fiscali, con benefici crescenti all’aumentare del reddito fino a 50.000 euro.
Previdenza complementare e TFR: le novità principali
La Legge di Bilancio 2026 rafforza il ruolo della previdenza complementare, riconoscendo il TFR come uno strumento legato alla dimensione reale e attuale dell’impresa, non più a una fotografia del passato. Una novità rilevante che richiede attenzione, pianificazione e supporto specialistico, soprattutto per le aziende in crescita.
La riforma modifica in modo sostanziale i criteri che determinano l’obbligo, per le aziende, di versare il TFR maturando al Fondo Tesoreria INPS, superando il vecchio parametro “storico” e introducendo una soglia dimensionale dinamica, legata alla reale dimensione aziendale.
Nuove regole sul silenzio-assenso per la destinazione del TFR
Dal 1° luglio 2026 cambia il meccanismo di scelta sulla destinazione del TFR. In assenza di una decisione esplicita, per i lavoratori alla prima assunzione scatta l’adesione automatica al fondo pensione previsto dal CCNL applicato (o al fondo residuale).
Il lavoratore ha 60 giorni per rinunciare o optare per una soluzione diversa. Per i datori di lavoro diventa centrale l’obbligo di informazione chiara e completa.
Addio alla soglia “storica” del 2006
Fino al 31 dicembre 2025, l’obbligo di versamento al Fondo Tesoreria INPS riguardava solo le imprese che al 31 dicembre 2006 avevano già almeno 50 dipendenti. Le aziende cresciute successivamente, anche oltre quella soglia, restavano escluse.
Dal 2026 questo meccanismo viene superato: conta la media annua degli addetti dell’anno precedente, rendendo il sistema più aderente all’evoluzione reale delle imprese.
Le nuove soglie dimensionali dal 2026
Il legislatore ha previsto un’introduzione graduale dell’obbligo:
- 2026–2027: obbligo per le aziende con almeno 60 addetti medi annui
- dal 2028: soglia abbassata a 50 addetti
- dal 2032: ulteriore riduzione a 40 addetti
Questo significa che molte imprese finora escluse potrebbero rientrare nell’obbligo di versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS nei prossimi anni.
Come si calcola la media annua dei dipendenti
Il calcolo della media occupazionale annua diventa un elemento centrale. Rientrano nel conteggio tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dalla tipologia contrattuale (tempo determinato, indeterminato, apprendistato, part-time, intermittente).
- I part-time vengono calcolati in proporzione all’orario
- I lavoratori somministrati non si computano
- I lavoratori distaccati restano in capo al datore di lavoro distaccante
Il metodo di calcolo si basa sulle giornate convenzionali di lavoro, il che rende possibile il superamento della soglia anche con contratti brevi o orari ridotti.
Chi resta escluso dal Fondo Tesoreria INPS
La riforma amplia la platea delle imprese obbligate, ma non cambia le categorie di lavoratori esclusi dal versamento del TFR al Fondo Tesoreria. Restano fuori, tra gli altri:
- contratti a tempo determinato inferiori a tre mesi
- lavoratori domestici e a domicilio
- alcune categorie agricole (TFR gestito da ENPAIA)
- lavoratori per cui il CCNL prevede modalità alternative di gestione del TFR
Impatti pratici per aziende e consulenti del lavoro
Dal punto di vista operativo, le novità comportano:
- monitoraggio costante della forza lavoro
- calcolo annuale accurato della media occupazionale
- adeguamento dei flussi UniEmens e dei versamenti F24
- corretta gestione delle comunicazioni INPS
Per i lavoratori l’importo del TFR resta invariato, ma può cambiare il soggetto che lo gestisce (azienda o INPS), con possibili effetti su anticipazioni e liquidazione.
Conclusioni
La Legge di Bilancio 2026 ridisegna in modo significativo il quadro di incentivi, tutele e obblighi per imprese e lavoratori. Un insieme di misure che richiede attenzione operativa, aggiornamento costante e una gestione consapevole degli aspetti contributivi, previdenziali e fiscali.