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Cosa c’è da sapere in questo ottobre per chiudere l’anno in sicurezza. È tempo di organizzazione e strategia

By Ottobre 13, 2025 No Comments

Approfitta di questo momento per raccogliere opportunità, aggiornarti e prepararti a chiudere l’anno senza sorprese.

In questo articolo ti guidiamo attraverso i principali aggiornamenti in diritto societario, fiscale e del lavoro, e ti offriamo un approfondimento su due temi che stanno già cambiando le regole del gioco: la nuova legge quadro sull’intelligenza artificiale e il Data Act.
Comprendere queste normative è fondamentale per le imprese che vogliono restare competitive e prepararsi ai cambiamenti del panorama normativo e tecnologico nei prossimi mesi.

Nuove regole, scadenze e implicazioni per le imprese

La legge di Bilancio 2024 ha introdotto un nuovo obbligo per le imprese italiane: la stipula di polizze assicurative a copertura dei danni causati ai beni aziendali derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali. Tale obbligo riguarda i beni iscritti nello stato patrimoniale, ovvero terreni e fabbricati, impianti e macchinari e attrezzature industriali e commerciali. Unitamente sono stati introdotti anche i termini di adeguamento a seconda della struttura e della capacità organizzativa dell’impresa stessa e sono stati stabiliti come segue: 

  • Grandi imprese: entro il 1° aprile 2025;
  • Medie imprese: entro il 1° ottobre 2025;
  • Micro e piccole imprese: entro il 1° gennaio 2026. 

La decisione di differenziare le scadenze per l’adeguamento, inizialmente fissata per tutte le attività al 31 dicembre 2024, consente alle realtà più piccole un adeguamento graduale.

L’obbligo introdotto comporta alcune attenzioni pratiche per gli imprenditori:

  • verificare se le polizze già attive coprono anche gli eventi catastrofali richiesti dalla norma;
  • stabilire correttamente massimali ed esclusioni;
  • rispettare le scadenze, così da poter negoziare condizioni migliori ed evitare soluzioni d’urgenza;
  • considerare l’impatto fiscale, dato che i premi assicurativi sono costi deducibili e possono rientrare nella pianificazione tributaria.

L’inosservanza dell’obbligo può avere conseguenze significative per le imprese. Senza una copertura adeguata, infatti, l’azienda rischia di perdere l’accesso a contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. In caso di calamità o eventi catastrofali, un’impresa inadempiente può essere esclusa dai sostegni straordinari previsti dalla normativa.
Non rispettare questo obbligo assicurativo può quindi tradursi in un serio danno economico indiretto, privando l’impresa di strumenti fondamentali per garantire la continuità operativa durante situazioni di emergenza.

Questo obbligo per le imprese rappresenta un passaggio importante nella politica legislativa italiana perché responsabilizza le imprese in materia di prevenzione e di copertura da danni dovuti a calamità.

Differenze e controlli: Sindaco o Revisore Legale

La normativa italiana prevede precisi casi in cui le società devono dotarsi di un organo di controllo o di un revisore legale dei conti. Non si tratta solo di un adempimento formale, ma di un presidio essenziale di legalità, trasparenza e prevenzione della crisi d’impresa.
Conoscere i limiti previsti dall’art. 2477 del Codice Civile e comprendere le differenze tra Sindaco Unico e Revisore Legale è fondamentale per amministratori e soci, così da evitare rischi sanzionatori e garantire una gestione societaria sana e conforme.

Vuoi capire meglio le differenze tra sindaco e revisore legale?
Non perderti il nostro prossimo articolo sul blog, dove analizzeremo ruoli, responsabilità e caratteristiche di ciascuna figura.

Fringe benefit 2025: guida completa per aziende e lavoratori

La Legge di Bilancio 2025 conferma un importante vantaggio fiscale:

  • 1.000 € annui esenti per ciascun dipendente.
  • 2.000 € annui esenti per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.

Rientrano nei limiti di esenzione i classici fringe benefit, come buoni spesa, gift card, auto aziendali ad uso promiscuo e anche somme versate per utenze domestiche o canoni di locazione. Superare il plafond comporta l’imponibilità dell’intero importo, che si applica a tutti i fringe benefit percepiti nell’anno, anche se derivanti da più rapporti di lavoro.

Voucher digitali e strumenti per il welfare aziendale

L’utilizzo di voucher elettronici mono o multiservizi sta diventando sempre più comune: queste soluzioni digitali permettono ai dipendenti di ottenere beni e servizi con facilità, semplificando la gestione aziendale.

Inoltre, i piani di welfare aziendale offrono ulteriori vantaggi fiscali: servizi e prestazioni con finalità sociali, come istruzione, assistenza sanitaria, ricreazione e attività culturali, possono essere dedotti entro limiti specifici, rappresentando un’opportunità concreta per le imprese che vogliono valorizzare il personale.

Soluzioni pratiche di fringe benefit 2025

Le aziende possono scegliere tra diverse soluzioni fiscali e operative per migliorare la soddisfazione dei dipendenti:

  • Buoni acquisto e gift card (buoni spesa, benzina, Amazon,…), facili da gestire.
  • Rimborsi utenze domestiche, per supportare concretamente i collaboratori.
  • Fondi pensione e sanitari, con vantaggi fiscali: adesione alla previdenza complementare deducibile fino a 5.164,57 € annui; fondi sanitari esenti fino a 3.615,20 € annui.
  • Pacchetti welfare personalizzati, combinando più misure per aumentare il valore percepito dai dipendenti.

Perché pianificare subito i fringe benefit 2025

Agire già in autunno permette di sfruttare appieno i plafond previsti dalla normativa, evitando risorse inutilizzate. Per le aziende significa deducibilità fiscale integrale e risparmio contributivo, mentre i dipendenti ricevono un beneficio netto immediato, con effetti positivi su motivazione, fidelizzazione e produttività.

Il nostro consiglio per le imprese

Non aspettare la fine dell’anno: contatta il nostro studio entro la fine ottobre per analizzare la tua situazione e impostare un piano welfare aziendale su misura. In questo modo potrai massimizzare i vantaggi fiscali dei fringe benefit 2025 e dimostrare concreta attenzione e valorizzazione verso i tuoi collaboratori.

Enti non commerciali 2026: le novità fiscali da conoscere

Dal 1° gennaio 2026 il regime fiscale degli Enti non commerciali cambierà radicalmente. Le modifiche derivano dal Titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS) e dalla nuova disciplina IVA, che interesserà tutti gli enti associativi, indipendentemente dall’iscrizione al RUNTS. Dal 2026 non sarà più possibile usufruire di:

  • Decommercializzazione dei corrispettivi specifici (art. 148, c. 3, TUIR);
  • Regime agevolato ex L. 398/91, valido solo per associazioni sportive dilettantistiche.

Per quanto riguarda la nuova disciplina IVA, a partire dal 2026 la decommercializzazione IVA verrà meno e le prestazioni a favore di associati e tesserati diventeranno rilevanti ai fini IVA, con obbligo di fatturazione e registrazione. L’esenzione resta possibile rispettando divieto di distribuzione degli utili e clausole statutarie specifiche.

Le associazioni culturali rischiano di perdere importanti benefici fiscali se non adottano per tempo soluzioni adeguate, per mitigare l’impatto della riforma, queste ultime possono scegliere di iscriversi al RUNTS e acquisire la qualifica di ETS oppure di trasformarsi in APS (Associazione di Promozione Sociale), continuando a beneficiare di agevolazioni fiscali. Nello specifico potranno:

  • mantenere la defiscalizzazione dei corrispettivi specifici;
  • accedere al regime speciale forfetario (art. 86 CTS);
  • applicare il regime forfetario ex art. 145 TUIR.

La riforma fiscale 2026 richiede quindi alle associazioni culturali di scegliere attentamente tra iscrizione al RUNTS, trasformazione in APS o permanenza nel regime forfetario, per garantire continuità dei benefici fiscali e compliance normativa.

Legge quadro sull’Intelligenza Artificiale: l’Italia approva la normativa

Il Senato ha approvato in via definitiva la legge quadro sull’Intelligenza Artificiale (IA), un passo che rende l’Italia il primo Paese UE con un quadro normativo nazionale già allineato all’AI Act europeo. La legge si compone di 28 articoli e introduce principi e linee guida vincolanti per l’uso dell’IA affidando al Governo il compito di emanare i decreti legislativi attuativi. Tra le novità più rilevanti troviamo:

  • la nascita di un Comitato di coordinamento nazionale e l’individuazione di ACN e AgID come autorità di vigilanza e sicurezza;
  • regole stringenti per l’impiego dell’IA in sanità, ricerca, lavoro, pubblica amministrazione e giustizia, con attenzione a privacy, trasparenza e non discriminazione;
  • nuove tutele per il diritto d’autore anche in caso di opere realizzate con IA;
  • sanzioni penali per chi diffonde deepfake ingannevoli o utilizza sistemi IA in modo dannoso.

Per aziende, enti e professionisti la legge rappresenta un cambio di scenario importante: sarà necessario aggiornare policy interne, contratti, modelli operativi e verificare la conformità delle soluzioni già adottate. Non adeguarsi potrebbe comportare rischi giuridici legati a responsabilità, trattamento dei dati e utilizzo degli algoritmi.

Questa riforma apre quindi nuove opportunità di innovazione, ma richiede anche scelte strategiche tempestive per restare competitivi e pienamente conformi al nuovo quadro normativo.

Data Act UE 2025: cosa cambia per imprese e professionisti

Dal 12 settembre 2025 è entrato in vigore il Data Act UE, il nuovo regolamento europeo che rivoluziona gestione, condivisione e portabilità dei dati. La normativa introduce regole chiare per l’accesso equo ai dati e promuove un modello di economia digitale più aperto e collaborativo, con importanti opportunità competitive per chi saprà adattarsi rapidamente.

Le imprese devono ripensare processi, contratti e politiche interne, ponendo la sicurezza, la governance e la compliance al centro della gestione dei dati. Chi ignora questi obblighi rischia responsabilità legali e sanzioni, mentre chi pianifica subito l’adeguamento potrà ottenere vantaggi concreti e innovare in maniera efficace.

Il nostro studio offre supporto mirato per analizzare l’impatto del Data Act, aggiornare le procedure aziendali e valorizzare i dati come asset strategico. Contattaci per un piano personalizzato e sicuro.