Il 2026 si apre con un quadro normativo ricco di novità che coinvolgono imprese, professionisti ed enti del terzo settore. Dall’introduzione degli ISAC da parte dell’INPS alle nuove regole sul bilancio d’esercizio, passando per le dichiarazioni dei redditi e la riforma del RUNTS, emergono cambiamenti che richiedono attenzione e un approccio sempre più orientato alla compliance.
Di seguito una panoramica aggiornata e operativa dei principali temi.
ISAC: cosa sono e come cambiano i controlli contributivi
Con la Circolare INPS n. 26 del 6 marzo 2026 prende avvio la fase sperimentale degli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC), uno strumento innovativo pensato per rafforzare la compliance e contrastare il lavoro sommerso.
Gli ISAC combinano dati fiscali e contributivi per verificare la coerenza tra attività economica dichiarata e forza lavoro impiegata. L’analisi mette in relazione variabili come numero di addetti, costo del lavoro, produttività e tipologie contrattuali, arrivando anche a stimare la forza lavoro teorica necessaria.
In questa prima fase, il sistema riguarda il commercio all’ingrosso alimentare e il settore ricettivo. Le aziende riceveranno comunicazioni informative dall’INPS con eventuali scostamenti rispetto ai parametri “normali”. Non si tratta di accertamenti, ma di strumenti utili per prevenire criticità e favorire un dialogo con l’Istituto.
Bilancio d’esercizio: struttura, obblighi e tempistiche
Il bilancio d’esercizio resta il principale documento per rappresentare la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di una società. Deve essere redatto con chiarezza e in modo veritiero, secondo quanto previsto dal Codice Civile.
Il processo di approvazione segue un iter articolato che parte dalla predisposizione del progetto da parte degli amministratori, passa attraverso il controllo degli organi competenti e si conclude con l’approvazione assembleare. In via ordinaria, l’assemblea deve essere convocata entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, con possibilità di estensione a 180 giorni in presenza di specifiche esigenze.
Dal punto di vista operativo, è fondamentale rispettare i tempi di deposito e garantire la corretta messa a disposizione dei documenti ai soci, pena possibili invalidità della delibera.
L’ordinamento prevede inoltre diverse modalità di redazione del bilancio in base alla dimensione dell’impresa. Le società più piccole possono beneficiare di forme semplificate, mentre quelle di maggiori dimensioni devono adottare schemi completi.
Le micro-imprese, ad esempio, godono di significative semplificazioni documentali, mentre le società che superano determinati parametri sono tenute alla redazione del bilancio ordinario con tutti gli allegati previsti. La verifica dei limiti dimensionali deve essere effettuata su base biennale.
Nomina del revisore: quando diventa obbligatoria
Per le società a responsabilità limitata, la nomina del revisore o dell’organo di controllo dipende da specifiche condizioni previste dalla normativa.
L’obbligo scatta quando la società supera determinati parametri dimensionali, controlla altre società soggette a revisione o è tenuta alla redazione del bilancio consolidato. A differenza di altri ambiti, è sufficiente il superamento anche di uno solo dei limiti previsti per far sorgere l’obbligo.
È importante monitorare costantemente questi indicatori, poiché la nomina deve avvenire entro tempi precisi dall’approvazione del bilancio.
Dichiarazioni 2026: le novità in materia
La stagione dichiarativa 2026 introduce alcune novità rilevanti, in un contesto di consolidamento della riforma fiscale.
Il modello 730 continua a rappresentare la soluzione semplificata per lavoratori dipendenti e pensionati, con la possibilità di includere nuove tipologie di reddito, come le cripto-attività. Il modello Redditi PF resta invece obbligatorio per i titolari di partita IVA e per situazioni fiscali più complesse.
Tra le principali novità si segnala la conferma dell’IRPEF a tre scaglioni e l’introduzione di un tetto alle detrazioni per i redditi medio-alti, modulato anche in base ai figli a carico.
Continua a evolvere anche il panorama dei bonus edilizi. Per le abitazioni principali resta la detrazione al 50% per gli interventi di ristrutturazione, mentre per gli altri immobili l’aliquota scende al 36%.
Il Superbonus prosegue con aliquota ridotta al 65% e ambito applicativo più limitato. Restano attivi anche il bonus mobili e il bonus barriere architettoniche, seppur con condizioni e limiti aggiornati.
Particolare attenzione va posta alle nuove regole sugli impianti di climatizzazione, che escludono le caldaie tradizionali a combustibili fossili salvo specifiche eccezioni.
RUNTS: nuove regole operative per il terzo settore
Con il Decreto Ministeriale 13/2026, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore entra in una fase più evoluta. L’obiettivo è rendere il sistema più efficiente, senza rinunciare a trasparenza e controllo.
Tra le novità principali emerge la possibilità di delegare la gestione delle pratiche a un soggetto terzo, formalizzando una prassi già diffusa. Parallelamente, viene rafforzata la digitalizzazione, con comunicazioni gestite principalmente attraverso la piattaforma RUNTS.
Cambiano anche i termini per il deposito dei bilanci, ora fissati entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, e si amplia l’obbligo di trasparenza su dati e documenti.
Patto di non concorrenza: quando è nullo
Una recente pronuncia giurisprudenziale ha ribadito un principio fondamentale: il patto di non concorrenza è nullo se non esiste un equilibrio tra vincolo imposto e compenso riconosciuto.
Nel caso esaminato, il giudice ha ritenuto illegittimo un patto troppo ampio, sia per oggetto che per estensione territoriale, a fronte di un corrispettivo ritenuto simbolico. La conseguenza è stata la nullità della clausola e l’inapplicabilità della penale.
Per essere valido, il patto deve quindi essere redatto con attenzione, prevedendo limiti chiari e un compenso congruo, proporzionato al sacrificio richiesto al lavoratore.
Conclusioni
Le novità del 2026 delineano un sistema sempre più orientato alla prevenzione, alla trasparenza e al dialogo tra imprese e amministrazione.
Per aziende, professionisti ed enti del terzo settore diventa essenziale adottare un approccio proattivo, monitorare i propri dati e adeguarsi tempestivamente alle nuove disposizioni. Una gestione consapevole della compliance non è più solo un obbligo, ma un vero e proprio fattore strategico.