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Grandi opportunità di crescita e nuovi rigidi paletti gestionali

By Marzo 9, 2026 No Comments

Il 2026 introduce numerose novità fiscali e normative che incidono su imprese, lavoro e Terzo Settore. Dalle nuove agevolazioni sugli investimenti alla fiscalità delle cripto-attività, ecco le principali misure da conoscere.

Iper ammortamento 2026: nuova agevolazione per gli investimenti delle imprese

La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo regime di iper ammortamento che incentiva gli investimenti in beni strumentali destinati alle strutture produttive in Italia, sostituendo i precedenti bonus su beni strumentali e Transizione 5.0. La misura è riservata ai titolari di reddito d’impresa e si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

L’agevolazione consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile fino al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, con percentuali decrescenti per scaglioni superiori. Rientrano nel beneficio i beni materiali e immateriali 4.0 aggiornati e i beni strumentali per l’autoproduzione di energia. Il vantaggio fiscale opera come deduzione extracontabile nel modello Redditi ed è subordinato al rispetto delle normative su sicurezza sul lavoro e regolarità contributiva.

Estromissione agevolata degli immobili 2026: risparmio fiscale per gli imprenditori individuali

La Legge di Bilancio 2026 riapre l’estromissione agevolata degli immobili strumentali, consentendo agli imprenditori individuali di trasferire i beni dal patrimonio d’impresa a quello personale con una tassazione sostitutiva dell’8% sulla plusvalenza.

La misura permette anche di utilizzare il valore catastale in alternativa al valore normale, riducendo significativamente la base imponibile. L’estromissione va formalizzata entro il 31 maggio 2026, con effetti retroattivi dal 1° gennaio 2026, e il pagamento dell’imposta è previsto in due rate. Restano esclusi dal regime agevolato i profili IVA, che devono essere valutati separatamente. Si tratta di uno strumento strategico di pianificazione patrimoniale e fiscale per l’impresa individuale.

Cripto-attività: nuova tassazione delle plusvalenze dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una riforma rilevante della fiscalità delle criptovalute. L’aliquota sulle plusvalenze passa dal 26% al 33%, con eliminazione della franchigia minima: tutte le plusvalenze diventano fiscalmente rilevanti, anche di importo ridotto.

Lo staking viene tassato al 33% sull’intero importo percepito, senza deduzioni. Viene invece introdotto un regime agevolato per le stablecoin denominate in euro, che beneficiano dell’aliquota al 26% e della neutralità fiscale nella conversione euro/token. Confermata l’imposta sul valore delle cripto-attività (2 per mille). Il nuovo quadro rende centrale la tracciabilità delle operazioni, la documentazione dei costi fiscali e una corretta pianificazione degli investimenti digitali.

Affrancamento delle riserve in sospensione d’imposta 2026

Anche per il 2026 è confermata la possibilità di affrancare le riserve in sospensione d’imposta mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 10%. L’operazione consente alle imprese in contabilità ordinaria di rendere liberamente distribuibili le riserve, senza ulteriori imposte in capo alla società.

L’affrancamento può essere totale o parziale, riguarda le riserve risultanti dal bilancio 2024 e residue al 31 dicembre 2025, e il versamento dell’imposta avviene in quattro rate. Il perfezionamento avviene tramite indicazione in dichiarazione dei redditi. Lo strumento rappresenta un’importante leva di ottimizzazione fiscale e patrimoniale per società e gruppi.

Trasparenza retributiva: nuovi obblighi e nuove strategie per le imprese

Con l’attuazione della Direttiva UE sulla Pay Transparency, il sistema retributivo aziendale entra in una nuova fase. Le imprese dovranno garantire trasparenza già in fase di selezione, indicando le retribuzioni negli annunci e senza poter richiedere lo storico salariale dei candidati.

I lavoratori avranno diritto ad accedere alle informazioni sui criteri retributivi e sui livelli medi per genere, mentre le aziende con almeno 100 dipendenti dovranno monitorare il gender pay gap e intervenire in caso di scostamenti significativi. La trasparenza retributiva diventa così non solo un obbligo normativo, ma una leva di governance HR, reputazione aziendale e attrattività del brand.

Terzo Settore: nuova fiscalità ETS dal 2026

Dal 2026 entra a regime la nuova fiscalità del Terzo Settore, con piena applicazione delle regole del Codice del Terzo Settore. Centrale diventa l’iscrizione al RUNTS, condizione necessaria per accedere ai regimi fiscali agevolati.

Vengono introdotti nuovi test di non commercialità, regole più stringenti sulla distinzione tra attività di interesse generale, attività diverse e raccolta fondi, e regimi forfetari semplificati (in particolare per ODV e APS). La fiscalità degli ETS si trasforma in un vero sistema di controllo di gestione, basato su monitoraggio costi/ricavi, governance, rendicontazione e sostenibilità economica.

Bonus giovani, donne e ZES: proroga degli incentivi alle assunzioni

Con la conversione del Milleproroghe viene estesa la possibilità di utilizzare gli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato: il Bonus donne fino al 31 dicembre 2026, Bonus giovani e Bonus ZES fino al 30 aprile 2026.

Gli incentivi sono legati all’incremento occupazionale netto e prevedono sgravi contributivi fino a 24 mesi, con massimali mensili per lavoratore. La misura rafforza le politiche attive del lavoro e richiede una pianificazione preventiva accurata per verificare requisiti, cumulabilità e convenienza economica, rendendo la gestione delle risorse umane un vero strumento di strategia aziendale.